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Capire il MotoGP: Tecnica, Categorie e Come Seguire le Gare

Il MotoGP è il campionato motociclistico di punta del mondo, organizzato da Dorna Sports su licenza della FIM — Fédération Internationale de Motocyclisme. Un weekend MotoGP è diverso da un weekend di Formula 1 nella struttura, nella tecnica delle macchine e nel rapporto tra tifosi e paddock. Questa guida decostruisce i meccanismi principali per chi si avvicina alla categoria per la prima volta.

I pneumatici Michelin dal 2016

Il MotoGP usa pneumatici Michelin come fornitore unico dal 2016, sostituendo Bridgestone che aveva dominato il campionato dal 2009. I pneumatici MotoGP sono slick in condizioni di asciutto — senza scolpitura — e hanno una mescola differenziata tra anteriore e posteriore. L'anteriore è più duro e ha la funzione principale di stabilizzare la frenata e la fase di inserimento in curva; il posteriore è più morbido e gestisce la trazione in uscita. Michelin porta più opzioni di mescola per ogni pneumatico in ogni evento, e Dorna assegna ai piloti l'allocazione per il weekend. La temperatura ottimale di esercizio dei pneumatici MotoGP è tra i 90 e i 110 gradi Celsius — una temperatura che richiede un tempo di riscaldamento significativo prima di poter spingere al limite.

Le quattro classi del weekend MotoGP

Un weekend standard MotoGP include quattro classi che corrono in sequenza. MotoE è la classe elettrica — introdotta nel 2019 con le Energica Ego Corsa e poi passate alle Ducati V21L dal 2023 — con potenze intorno ai 150 kW. La classe più piccola con motori a quattro tempi è Moto3, con moto single-cylinder da 250cc prodotte da Honda, KTM e CFMOTO con potenze intorno ai 65 cavalli. Moto2 usa motori Triumph da 765cc a tre cilindri standardizzati con potenze intorno ai 140 cavalli su telaio costruttore. MotoGP — la classe regina — usa prototipi da quattro cilindri in linea o V4 da 1000cc senza limite di cilindrata nel quadro del regolamento attuale, con potenze che superano i 280 cavalli e pesi che includono il pilota di circa 157 kg.

Le winglet aerodinamiche

Dal 2017 le moto MotoGP montano winglet aerodinamiche sul carenaggio che generano downforce verticale per aumentare la stabilità in frenata e migliorare l'inserimento in curva. Le winglet iniziali — introdotte prima informalmente da Ducati nel 2016 — sono ora standardizzate nel loro ingombro massimo dal regolamento FIM, ma il design interno è libero. Ducati è storicamente il costruttore con la maggiore quantità di carico aerodinamico sulle proprie moto, il che porta vantaggi nei circuiti veloci e un certo svantaggio nei circuiti lenti dove il peso aerodinamico non è sfruttabile. La discussione sull'aerodinamica nel MotoGP replica alcune delle tensioni che l'aerodinamica crea in Formula 1.

Il ride-height device

Il ride-height device — o holeshot device — è un meccanismo meccanico che abbassa il posteriore della moto dalla partenza per ridurre il trasferimento di peso verso l'anteriore durante la forte accelerazione iniziale, aumentando la trazione e riducendo il wheelie. Il sistema viene rilasciato automaticamente dopo la partenza tramite un meccanismo attuato dalla pressione della forcella anteriore in frenata. Ducati ha introdotto sistemi analoghi anche per il posteriore in curva — il "basso" — e Aprilia, Honda, Yamaha e KTM hanno sviluppato le proprie versioni. I ride-height device sono una delle aree tecniche più attive dello sviluppo attuale nel MotoGP.

L'angolo di piega

L'angolo di piega massimo delle moto MotoGP supera i 65 gradi dall'asse verticale — alcune moto Ducati hanno raggiunto i 68-69 gradi in telemetria. Questo è possibile perché il centro di gravità si abbassa con il pilota appeso all'esterno della moto in una tecnica di riding style evoluta rispetto alle epoche precedenti. A questi angoli di piega il pneumatico posteriore opera su una superficie di contatto ridotta — la spalla della gomma — con proprietà di aderenza diverse dal centro del battistrada. La gestione dell'angolo di piega è una delle competenze tecniche più specializzate del pilotaggio MotoGP.

Le termocoperte e la procedura di griglia

Le termocoperte — warming blankets — sono dispositivi elettrici che avvolgono i pneumatici e li portano a temperatura ottimale prima della partenza. I meccanici rimuovono le termocoperte circa 3 minuti prima della partenza. Questo è il momento critico in cui il pilota deve compiere uno o due giri di ricognizione per portare la gomma alle temperature operative prima di arrivare alla griglia di partenza. La FIM ha discusso più volte di eliminare le termocoperte — come già fatto nelle classi Moto2 e Moto3 — ma la resistenza dei team MotoGP e le considerazioni di sicurezza hanno sinora impedito la modifica nel 2025.

Team ufficiali vs team satellite

Il campionato MotoGP si divide tra team ufficiali dei costruttori — Ducati Lenovo Team, Repsol Honda, Monster Energy Yamaha, Red Bull KTM, Aprilia Racing — e team satellite che acquistano le moto concesse dai costruttori a condizioni contrattuali specifiche. I team satellite — Gresini, Pramac, LCR, VR46, Tech3, Trackhouse — ricevono moto con configurazioni tipicamente di un anno precedente a quelle ufficiali, anche se alcune concessioni recenti hanno portato team satellite come Pramac Ducati ad avere le stesse moto del team ufficiale. Nei campionati recenti piloti satellite come Jorge Martin (Pramac 2024) hanno vinto il titolo MotoGP battendo il compagno di marca ufficiale, riducendo in pratica la distinzione funzionale tra i due livelli.

Il mercato piloti

Il mercato piloti MotoGP si muove con logiche diverse da quello F1. I contratti durano tipicamente due anni; le agenzie dei piloti guidano le negoziazioni; e la lealtà ai costruttori è tradizionalmente forte tra i piloti spagnoli — Jorge Lorenzo non ha mai corso su una moto non spagnola nella sua carriera — ma non universale. Il mercato dei piloti 2024 ha visto movimenti senza precedenti, con Marc Marquez che ha lasciato Honda dopo undici anni per Gresini Ducati, confermando che anche un legame storico come quello Honda-Marquez cede quando la competitività tecnica della moto diverge.

Come seguire il MotoGP da spettatore

Un weekend MotoGP è strutturalmente più ricco di un weekend F1 per il numero di sessioni in pista — quattro classi per ogni sessione significa che la pista è quasi sempre occupata dal venerdì al domenica. Le qualifiche MotoGP Q1 e Q2 producono sovente il momento più drammatico del weekend. I punti di osservazione nei circuiti MotoGP europei — Mugello, Misano, Jerez — offrono accesso a più curve simultaneamente grazie alla topografia collinare. Trovate tutti i circuiti del calendario MotoGP sulla mappa interattiva per pianificare quale evento visitare.